Associazione culturale per la giustizia


LIBERA RAI

Petizione per UNA "LIBERA RAI", DI TUTTI, SENZA ALCUN PADRONE.
UN SERVIZIO PER I CITTADINI E PER LA LORO CULTURA

A Milano continua con successo la raccolta firme presso il
gazebo rosso
in Piazza Cordusio (sotto la statua del Parini).

Il gazebo rimane aperto tutti i giorni, anche i festivi,
dalle 12 alle 19.
Inoltre vi si può trovare il libro
"La Costituzione raccontata ai bambini".

PER FIRMARE ON LINE

Chi invece vuole contribuire alla raccolta delle firme
nelle altre città, può scaricare
la petizione e
il modulo per la raccolta delle firme

Il testo della petizione

Al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
Ai presidenti di Camera e Senato
Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera
Ai gruppi parlamentari

Avvertiamo come imprescindibile esigenza democratica che la RAI sia un "SERVIZIO PUBBLICO" libero, autonomo e autorevole.

Gli attuali vertici, le ventilate ipotesi di privatizzazione, le censure indicano invece tutt'altra concezione della più importante azienda di produzione culturale e di comunicazione del paese.

Il "SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO" deve impegnarsi per:
- Un'informazione libera, plurale e critica;
- Una rappresentazione sempre più aderente alla complessa realtà del paese, che tenda a far conoscere e non a omologare e che abbia come finalità la crescita culturale e civile dei cittadini.

Rivolgiamo questa petizione al Presidente della Repubblica che, da garante della Costituzione (art.3 e art.21), ha fatto ripetutamente sentire la sua voce a difesa del "servizio pubblico"; ai Presidenti di Camera e Senato e ai Gruppi Parlamentari, perché si adoperino per l'autonomia e l'autorevolezza della RAI, per renderla un effettivo "servizio" per i cittadini.

I firmatari della presente petizione - nell'attesa che il Parlamento provveda a stabilire norme per un servizio pubblico radiotelevisivo libero e autonomo, per favorire un equilibrato e plurale mercato dell'etere- chiedono:

- LE IMMEDIATE DIMISSIONI DEL DECAPITATO CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE E DEL DIRETTORE GENERALE (Unico esempio di CDA in carica senza Presidente).

- NO ALLA PRIVATIZZAZIONE. Il blocco di qualsiasi ipotesi d'alienazione del patrimonio RAI. Nessuna "privatizzazione", poiché l'interesse di tutti i cittadini "finanziatori e fruitori del servizio" non può essere subordinato a quello di gruppi o potentati economici. Pieno utilizzo delle risorse interne: professionali, tecniche e strutturali.

- BASTA CON LE CENSURE. La fine delle politiche discriminatorie. I cittadini non hanno bisogno di tutori o censori. Coloro che sono stati esclusi in base a pregiudizi politici devono poter tornare in RAI. Li hanno cacciati da casa nostra, come se fosse casa loro.

SCRIVICI !
PER SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE E' SUFFICIENTE LASCIARE
NOME, COGNOME, CITTA'. GRAZIE
COMITATO PROMOTORE:

ARCI Pessina "La Ginestra", Le Girandole, Aprile, Articolo 21 Lombardia, Avvocati e Democrazia, Communitas 2002, ComunicheRAI, Il Gabbiano, Girotondi per Cernusco, Girotondi di Varese,
Girotondi per la democrazia Milano, Megachip Lombardia, Miracolo a Milano, Opposizione Civile, OTM Osservatorio Trasporto Pubblico, l'Osservatorio per la difesa della Giustizia e dei Diritti, Il Parlamentino, Partecipiamo, Polis Onlus, RSU Rai Milano, SAI Sindacato Attori Italiani Milano, Teatro Officina.

SOSTENITORI:

Franca Rame, Dario Fo, Vincenzo Consolo, Nando dalla Chiesa, Gianni D'Elia, Corrado Stajano, Marco Travaglio, Stefania Ariosto, Gianni Barbacetto, Maurizio Baruffi, Massimo De Vita, Antonio Di Pietro, Jole Garuti, Peter Gomez, Mimmo Lombezzi, Pierfrancesco Majorino, Gianfranco Pagliarulo, Ottavia Piccolo, Basilio Rizzo, Augusto Rocchi, Federico Sinicato, ARCI Provinciale Milano.

 





APPELLO DELLA CAROVANA PER LA COSTITUZIONE

(www.carovanaperlacostituzione.it)

Mettiamo ai nostri balconi un lenzuolo con la scritta
"SALVIAMO LA COSTITUZIONE"

Sono in gioco i principi fondamentali della nostra democrazia!
Facciamo girare la voce. Riempiamo l'Italia di segnali (adesivi, striscioni, magliette...),
così come abbiamo fatto con le bandiere della pace

 

La RAI servizio pubblico ?
Sì, grazie !

La RAI è determinante: può far crescere o abbassare il livello culturale dei cittadini. E’ nostra, di tutti, non può avere padroni.
Deve dare informazione e cultura. Per farlo deve essere libera e autonoma. Libertà e autonomia sono valori sempre difficili da perseguire, ma irrinunciabili. Se non ci proviamo non si resta dove siamo, si va indietro

Milano, Venerdì 4 Febbraio 2005 – ore 20,30
Auditorium San Carlo – Corso Matteotti, 14 (MM1 San Babila)

Parliamone con:
Loris Mazzetti dirigente-Responsabile RAI3 Lombardia
Maxia Zandonai giornalista-Consigliere Fed.Naz.Stampa
Egidio Bertazzoni regista-CGIL RAI Milano
Mario Zucca attore

Costruiamo insieme una petizione da inviare al Presidente della Repubblica per liberare la RAI, per contribuire a trasformarla in un vero "servizio pubblico" per i cittadini

Hanno aderito:
Aprile - ARCI Milano - Articolo 21 Lombardia - Avvocati e Democrazia - Comunitas 2002 - Il Gabbiano-Girotondi per la Democrazia - Girotondi Varese - Girotondo per Cernusco - Libera Lombardia - Miracolo a Milano - Il Parlamentino - Opposizione Civile - Osservatorio per la Giustizia e la Democrazia - SAI Sindacato Attori Italiani Milano.
Franca Rame - Dario Fo - Stefania Ariosto - Gianni Barbacetto - Vincenzo Consolo - Mimmo Lombezzi - Pierfrancesco Majorino - Ottavia Piccolo – Renato Sarti - Federico Sinicato - Marco Travaglio

Organizzata da:
Circolo ARCI Pessina
"La Ginestra" e "Le Girandole di Milano"

Cari tutti,

l'impulso ad organizzare l'iniziativa di cui alleghiamo la locandina è stato
in breve - il senso di disperazione di fronte alla deriva culturale, ai
sempre più pressanti tentativi di controllare quel poco che resta
dell'informazione ("l'Unità", la proposta di legge sulla diffamazione ecc.),
la vergognosa manipolazione della realtà operata anche dal "servizio
pubblico radiotelevisivo"; cioè da quel "servizio" pagato da noi e
utilizzato contro di noi.
Certi che l'impresa che proponiamo può sembrare "velleitaria -impossibile".
Ma, una convinzione l'abbiamo già maturata: se resta nostra - di chi la
propone - sarà, probabilmente così, se, invece, viene assunta da tanti
(persone, associazioni, movimenti ecc) tra quelli che riusciamo e
riuscriremo a coinvolgere, tutti insieme potremmo anche farcela. E,
comunque, val la pena di tentare.
La proposta è così strutturata:
- l'iniziativa del 4 febbraio 2005 per discutere con gli ospiti della
situazione della RAI e della prevista e oscura "privatizzazione",
spudoratamente proposta da un Consiglio d'Amministrazione decapitato e da un
D.G. amico del padrone.
- un nuovo incontro che possiamo già indicare per il 9-11 febbraio per
redarre il testo della petizione su cui raccogliere le firme dei cittadini.
Anticipiamo quelli che, secondo noi, dovrebbero essere i destinatari ed i
contenuti. DESTINATARI: Il Pres. della Repubblica - che ha difeso il ruolo
del "servizio pubblico" ed ha più volte sottolineato l'importanza del
pluralismo e della libertà dell'informazione; I Presidenti di Camera e
Senato - che non hanno mai esercitato e non esercitano l'autonomia che le
leggi hanno loro assegnato; Ai Gruppi Parlamentari - che non hanno mai
legiferato in funzione del ruolo e dell'autonomia del "servizio", bensì,
sempre per altri interessi estranei al "servizio".
Per quanto riguarda i contenuti, possiamo così sintetizzarli:
-dimissioni del CDA RAI e del DG - un elenco di principi che la TV pubblica
deve rispettare - un elenco di abusi, dissipazioni, sperperi che la TV
pubblica non può continuare a fare.
Una volta redatta la petizione, si dovrà decidere come effettuare la
raccolta delle firme. Si può fare in tanti modi - mettiamo in moto la
fantasia - ma sarebbe bello, efficace, qualificante, se riuscissimo a farlo
anche in modo visibile: un "gazebo" in Via Dante di fronte al glorioso
"Piccolo Teatro" per un periodo non inferiore, a nostro avviso, ai 30
giorni. Impossibile ? Contiamoci e poi vediamo.
Se riusciamo - tutti insieme - a coagulare le nostre sparse "forze" per
portare avanti questa iniziativa - che, a differenza di tante altre, ci
porterà a confrontarci con gli altri cittadini - potremmo recuperare nuove
energie per continuare a impegnarci per la Pace, la democrazia, la
giustizia, i diritti. Per la qualità e la dignità della nostra vita.
A presto per discuterne e, il 26 febbraio 2005, tutti a Roma.
Edda Boletti e Piero Favilla

UN TELEGRAMMA PER LA GAD
Cari amici, proponiamo di inviare messaggi ai "leader" del centrosinistra per cercare di far loro capire che non ne possiamo davvero più, delle "malefatte" di questo governo come dei "giochetti" di questi oppositori. Speriamo che abbiano ancora il buon senso sufficiente per accogliere con il giusto spirito la nostra esortazione.

Questo governo "ci costa troppo: declino economico, disgregazione sociale, ferite inferte alla legalità, stravolgimento della Costituzione, degrado dell'etica pubblica".
Sono parole di Romano Prodi, che ha anche affermato: "il nostro Paese arranca in Europa e rischia di perdere l'aggancio con gli altri vagoni del treno". L'Italia secondo Prodi "va ricostruita dalle fondamenta".
Analisi giusta. Ma qual è la strategia dell'opposizione?
Come cittadini impegnati tutti i giorni da anni per difendere la nostra democrazia dal vandalismo dell'attuale maggioranza di governo, sentiamo il bisogno ancora una volta di richiamare al proprio dovere i leader del centrosinistra.
Così non va. Non rimane molto tempo per proporsi agli italiani come un'alternativa credibile. Quel tempo èora.
E' tempo di passare alle cose serie, abbandonando calcoli egoistici e incomprensibili tatticismi, che scoraggiano noi mentre fanno il gioco di quel pericoloso avversario.
E' tempo di unirsi senza tentennamenti attorno a Romano Prodi, di presentarsi uniti alle regionali, di preparare un programma concreto e chiaro per il governo, dialogando con la parte più vitale e responsabile della società iitaliana.

Per questo invitiamo i cittadini a inviare un messaggio ai leader del centrosinistra, i quali lunedì prossimo si vedranno per l'ennesima riunione, che davvero ci auguriamo più fruttuosa delle precedenti.
Il mezzo più veloce è l'e-mail, ma forse quello più suggestivo è il telegramma, che conserva, oltre che la fisicità della carta, qualcosa di poetico e drammatico.

Nel telegramma Le Girandole invitano a scrivere:

BASTA GIOCHETTI!
E' IN GIOCO IL NOSTRO FUTURO!
DATEVI UNA MOSSA!

Per il telegramma:
Coordinamento Nazionale L'Ulivo
P.zza SS. Apostoli 55 - 00187 Roma (RM)


Per l'e-mail:

rutelli_f@camera.it;
fassino_p@camera.it;
boselli_e@camera.it;
lsbarbati@europarl.eu.int;
diliberto_o@camera.it;
fbertinotti@europarl.eu.int;
mastella_c@camera.it;
adipietro@europarl.eu.int;
pecoraro_a@camera.it;
a.occhetto@senato.it


FORMIGONI PRESIDENTE DI TUTTI?

Così Roberto Formigoni si è definito su recenti poster elettorali: "presidente di tutti.".
Forse questa affermazione è esagerata.
Ma vorremmo chiederlo direttamente al "presidente", che oggi inaugura la mostra sui "Geni del Rinascimento".

Signor Formigoni,
si sente presidente ANCHE dei tanti lombardi morti per malattie dovute allo smog e alle polveri sottili?

Si sente presidente ANCHE di chi in Lombardia non riesce più a sbarcare il lunario per il caro-vita e il caro-affitti?

Si sente presidente ANCHE di chi in Lombardia vive sulla propria pelle i tagli e le carenze dei servizi sociali?

SI sente presidente ANCHE dei lombardi non abbienti, che non riescono più a curarsi per effetto della meravigliosa riforma sanitaria?

Si sente presidente ANCHE dei cittadini e dei lavoratori soffocati da un traffico impazzito?

Si sente presidente ANCHE di chi crede nel ruolo centrale della scuola pubblica, laica e accessibile per tutti?

Si sente presidente ANCHE di chi vorrebbe avere un Pubblica Amministrazione trasparente e se possibile separata dagli affari?

Si sente presidente ANCHE di chi preferisce il verde degli alberi al grigio delle speculazioni edilizie forsennate?

E ancora: si sente presidente, signor Formigoni, ANCHE di chi non la pensa come lei? Per esempio i leghisti, che NON vogliono la sua lista "presidenzial-riformista"?

E si sente presidente ANCHE del "Presidente" Berlusconi, che le sta mettendo il bastone fra le ruote? A proposito di Smog, Carovita e Berlusconi, Signor Formigoni. Lei condivide l'affermazione del Leader Azzurro, secondo il quale se vince la Sinistra ci saranno solo "miseria, terrore e morte"?

Le Girandole

   
 

A Milano i lunedì per la Giustizia

"UN SALOTTO ALL'APERTO". Con ironico understainment il gruppo delle Girandole ha definito l'appuntamento dei "Lunedì per la Giustizia", una serie di presidi che ogni lunedì, dalle ore 18, chiamano a raccolta davanti al palazzo di Giustizia di Milano quei cittadini che ancora non si sono assuefatti alle leggi ad personam e agli altri colpi di mano.

La scelta di dare un appuntamento settimanale ai milanesi è stata presa a caldo lo scorso 20 dicembre, durante la manifestazione contro l'ultima "Salvapreviti" con interventi di Dario Fo, Nando dalla Chiesa, Roberto Zaccaria.

Durante i presidi - che nelle intenzioni degli organizzatori andranno avanti fino alla manifestazione nazionale di piazza San Giovanni, annuniciata ma non ancora fissata - per ora si raduna mediamente una cinquantina di persone, che discutono dei temi politici del momento e lanciano nuove iniziative. L'ultima è un tam tam di telegrammi ed e-mail ai leader del Centrosinistra per esortarli a rimuovere tatticismi e veti reciproci, unendosi con un programma chiaro attorno a Romano Prodi.
«Sfidiamo il freddo e l'indifferenza, in nome di una politica più degna», spiega Edda Boletti, l'anima delle Girandole.
Per informazioni: 338.2518730

Piero Ricca

   


Il nostro slogan:

fai girare la voce!


Buona navigazione dalle Girandole,
Comitato promotore del Giorno della legalità al Palavobis di Milano

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cell. 338. 2518730